Elementor #1236

1settembre20202

1 SETTEMBRE 2020 | EDIZIONE SETTIMANALE A CURA DI FABIO MASSA

Una newsletter di cose mediamente serie, su cui si può riflettere. O no.

Se Salvini smentisce Maroni nella “sua” Varese

di Fabio Massa – Una volta avevano un nome da bar e uno da fine analisi politica. Il nome gentile era gaffe, l’altro invece iniziava con figura di. Pare proprio essere quella in cui è incappato Roberto Maroni, ex governatore di Regione Lombardia. La vicenda è indicativa dei rapporti di forza nel primo partito secondo i sondaggi, ovvero la Lega. Ed è anche indicativa dei rapporti che intercorrono tra Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini. Rapporti che per lungo tempo si sono detti tesi, al limite della rottura. E invece, pare proprio che non sia così, vedendo la vicenda delle elezioni del sindaco di Varese. Ma facciamo un passo indietro. Varese è una città simbolo, per la Lega. Da Varese arriva Maroni, dalla provincia di Varese arriva Bossi, da Varese arrivano Attilio Fontana e Giancarlo Giorgetti. Insomma, tutti i big, bene o male, si sono confrontati con il capoluogo di provincia del nord della Lombardia. Il 5 luglio Il Giorno edizione Varese racconta della riunione tra gli iscritti al Carroccio per decidere se andare in continuità con il passato, e dunque con Maroni, oppure rompere gli schemi e preferire l’innovazione, con una avvocatessa bionda che La Nuova Padania descrive così: “Avvocato, appassionata di storia locale, già sindaco di Gornate Olona per due mandati fino allo scorso 2019, Barbara Bison piomba nell’arena come un toro in corsa libera: se sarà lei la prescelta, infatti, quasi certamente il suo nome concorrerà per tutto il centrodestra varesino, già disorientato dalle recentissime dimissioni (risalenti a giovedì 2 luglio) da segretario di Forza Italia di Roberto Leonardi”. I problemi, per la Bison, sono due. Da una parte la sua scarsa riconoscibilità in città, sicuramente non paragonabile alla forza mediatica che può mettere in campo Maroni, e dall’altra i cattivi rapporti con Varese Ideale di Giacomo Cosentino, il consigliere regionale che ha costruito una lista per tutte quelle personalità che in tutta la Regione (con il nome Lombardia Ideale) non si sentono ancora pronte ad essere traghettate nella Lega ma che sono vicine alle istanze del Carroccio. Un grande gruppo di moderati, insomma, in accordo con il più importante esponente della Lista, colui il quale l’ha benedetta, ovvero Attilio Fontana. Ed era stato proprio Fontana a chiedere a Maroni di candidarsi sindaco nella sua città ottenendo però un rifiuto (e Affaritaliani una smentita). Maroni pareva indisponibile, a gennaio 2020. Poi però qualcosa è cambiato. E così, mentre la sezione di Varese di fatto incoronava Barbara Bison, lui rilascia una intervista al Corriere nella quale non solo dice che è disponibile a correre, ma anche che è stato Salvini a chiederglielo. A questo punto i rumors raccolti diventano gustosi. Giancarlo Giorgetti infatti pare si sia infuriato per la fuga in avanti di Maroni, che va a scombinare tutti i piani. E abbia rimesso tutto nella mani di Matteo Salvini. Che doveva dunque fare una scelta: o Barbara Bison, adeguandosi alle volontà della sezione, oppure Roberto Maroni. Materia complessa. Che il leader della Lega ha dipanato a Saronno in serata. A domanda precisa (QUI IL VIDEO) se avesse deciso la candidatura di Varese, Salvini dice: “La candidatura di Varese la scelgono a Varese. Siamo una forza autonomista”. I giornalisti insistono: “Quindi non è vero che ha incontrato a Roma Maroni?”. Salvini scuote la testa: “Il sindaco di Varese lo sceglieranno i cittadini di Varese. Nessuno imporrà niente a Varese”. Ecco, una volta si chiamavano gaffes.

Il Paese reale sono le chat delle mamme su Whatsapp

A volte ascoltare il Paese reale non sarebbe male. Beninteso: il Paese reale spesso è un Paese ignorante che non sa quel che vuole perché non ha neppure mezza idea, e quella mezza che ha è costruita su dati sbagliati. Però ha quell’istinto di sopravvivenza, la gggente che la porta a dubitare un po’ di tutto ma ad incazzarsi sul serio per le questioni giuste. Per esempio, la ggggente non crede più ai virologi, ed è cosa buona e giusta. Ha capito che i virologi sono gente che spara opinioni invece che fatti, ed è una grande sconfitta per i virologi e per qualunque futuro governo dei “competenti”. Ilaria Capua, ad esempio, dopo aver a) litigato con Burionib) dichiarato e discettato di qualunque cosa per poi confessare che non faceva più la virologa dal 2012, ha deciso che “la comunità scientifica dovrebbe chiedere scusa“. E Burioni? Era ovunque, poi le Iene lo mettono nel mirino e lui si ritira a vita privata. E la Gismondo? Lei è rimasta delle sue convinzioni: il Coronavirus è una roba da poco. Una roba da farci un “ciondolo”, poi però sono morte oltre 16mila persone solo in Lombardia, ma lei è rimasta scettica, fino ad arrivare ad avere le posizioni di Zangrillo. Il problema è che il giornale che l’ha coccolata, il Fatto Quotidiano, ha iniziato una crociata contro i negazionisti. Vabbè.

In tutto questo, si diceva, c’è la ggggente. Che ormai i virologi li ascolta come gli opinionisti sportivi e i giornalisti in generale (ogni giorno ne dicono una, per statistica ogni tanto l’azzeccano ma comunque non c’è da farci la bocca). E le vere preoccupazioni. Faccio un esempio: a che ora usciranno i bimbi da scuola? Se escono tutti insieme non si crea assembramento? Se escono scaglionati io come faccio a prendere entrambi i figli? Le mense funzionano? Ogni scuola ha fatto più o meno come gli pareva, da Milano all’ultimo paesino di provincia. Ma le chat delle mamme hanno ripreso a trillare. E sarà un delirio che la politica non vede proprio. Peccato. Perché è quello che una volta si chiamava “Paese reale” (di Fabio Massa)

NIPPLE POSITIVE

Il nipple positive sapete che cos’è? Forse no, perché non tutti stanno su tik tok a cazzeggiare come noi in spiaggia, nelle ultime settimane. Ma è una cosa davvero incredibile. Dopo il body positive, dove si invita ad accettare qualunque corpo, ognuno dei quali con i suoi normali difetti, è arrivato il nipple positive, appunto. Letteralmente: “capezzolo positive”. Sul ritmo di “Nomaddancer” una serie di donne hanno deciso di lanciare il loro incredibile messaggio post lockdown: non aver paura delle donne che non hanno il reggiseno e non giudicarle! Per adesso è roba amerikana, ma chissà se arriverà anche alle nostre latitudini. Noi ve l’abbiamo anticipata.

DICHIARAZIONI ANDATE (A MALE): ALZANO LOMBARDO

di Fabio Massa – Questa settimana (prima di una luuuunghissima serie) tanto per rinfrescare la memoria ai naviganti sul prima e sul poi. In questo caso parliamo di Alzano Lombardo. Il 4 marzo il sindaco Camillo Bertocchi spiega all’AdnKronos: “So che la comunità scientifica sta per esprimere un parere in merito e ci sarà poi il filtro della politica, che dovrà tenere conto della nostra particolare situazione economica, che è molto strutturata. Mi aspetto che in questa valutazione ci sia un capitolo relativo all’industria che senza una soluzione di continuità proporrebbe danni incalcolabili”. Poi ribadisce in altri colloqui agli atti dell’inchiesta: “E’ vero che bisogna contenere i contagi ma una zona rossa sarebbe un danno incalcolabile per l’economia”.

MA POI QUALCHE SETTIMANA DOPO dichiara al Corriere: “La nostra idea era di fare un grande sacrificio subito per essere liberi prima: se ci avessero ascoltati, le cose sarebbero andate diversamente”, ripensa il sindaco di Alzano, Camillo Bertocchi, 43 anni.

La biografia di Bertocchi? Eccola: geometra classe 1976 nativo di Alzano, servizio civile a Seriate, funzionario del Comune di Gazzaniga, già consulente dell’assessore regionale al territorio di Regione Lombardia tra il 2010 e il 2012 (l’assessore era Daniele Belotti, oggi parlamentare, anche lui bergamasco). Dal 2016 sindaco sostenuto dalla Lega.
 

della settimana

di maio

CHI SALE

Luigi Di Maio

Guardate la foto, non c’è che dire. Giggino sale. Il giornalismo italiano scende, ma non è una novità.

deontologia

CHI SCENDE

Gianni Barbacetto

Gianni Barbacetto. Il giornalista del Fatto quotidiano riprende un suo articolo del 1999 su Briatore e lo ripubblica sul suo blog. Scrive, in questo articolo: “Un’amica di Giovanna (ex fiamma di Briatore, ndr) racconta a chi scrive (…) una disperata telefonata notturna: Giovanna, in lacrime, le confidava di aver trovato Flavio in compagnia, a letto: ma – e ciò la faceva più soffrire – in compagnia di un uomo. Vita privata, fatti suoi.” (Ma se sono fatti suoi che bisogno c’è di scriverlo? Pruderie?)

LA RIVINCITA DEI “CITY USERS”

Una volta li definivano “utenti della città”. Quindi, non cittadini. Gente che “sfruttava” i servizi della metropoli per poi tornare a dormire nelle loro case di provincia. Come se fossero abusivi, sfruttatori, parassiti. Poi però un giorno arriva il Covid e questi a casa loro ci rimangono davvero. Indovina un po’: ristoranti e bar chiusi, e il sindaco Sala che tuona contro lo smartworking. Ora che cosa si scopre? Leggiamo il Corriere: “Più sei in alto e più, quando cadi, il tonfo è fragoroso. Sembra paradossale ma Milano sta molto peggio del resto della provincia per quanto riguarda commercio e terziario”.

PER GLI AMANTI DELLE CARTE PROCESSUALI

Vi ricordate Straberry, l’azienda che sfruttava i poveri migranti, amata dai radical chic e gestita dal meglio dell’aristocrazia? Ecco, qui c’è il racconto dei pm nell’ordinanza INTEGRALE 

LA BIOGRAFIA DELLA SETTIMANA

Armine Harutyunyan è la modella del momento: la 23enne armena è stata scelta da Gucci che l’ha inserita nella classifica annuale delle 100 donne più belle del mondo. Scatenando un putiferio: ecco chi è

CONTINUA A LEGGERE CLICCANDO QUI