9 GIUGNO 2020 | EDIZIONE SETTIMANALE A CURA DI FABIO MASSA

Una newsletter di cose mediamente serie, su cui si può riflettere. O no.

Milano, Italia: il Paese dell'ipocrisia

Succedono cose incredibili, in Italia. Il (Bel)Paese dell’ipocrisia. Partiamo dai virologi. O dagli ex virologi. Alla fine della pandemia, dopo averla vista praticamente tutti i giorni tra tv, radio, siti internet e giornali, Ilaria Capua confessa “di essere una ex virologa. Non ho più un laboratorio dal 2012, l’ho lasciato per seguire Mario Monti in politica” (QUI IL VIDEO). Ce l’avesse detto prima… Comunque, la Capua è una ex virologa ma per fare la virologa tv si prende 2000 euro ad ospitata. Più iva. Anche per Roberto Burioni la fine della pandemia porta cambiamenti epocali. In particolare, il fatto che sarà in silenzio stampa fino all’autunno, quando prevedibilmente dovrebbe esserci la seconda ondata. Il motivo? “In tv e sui giornali ho detto quel che dovevo” (QUI L’INTERVISTA DEL CORRIERE). Burioni dice anche di essere stato poco in tv, perché altri due virologi, Pregliasco e Galli, ci sono stati di più. A proposito di Pregliasco e Galli: fanno entrambi parte della task force di 28 persone di Regione Lombardia, il cui governatore è criticatissimo per la gestione della crisi che loro avrebbero dovuto consigliare su come gestire. In tutto questo ovviamente i virologi che stanno in tv non solo vengono pagati profumatamente ma vengono anche molto ascoltati. I politici invece che si affidano a loro sono automaticamente degli stronzi, solo in quanto politici. Questo Paese ha dei problemi, pare ovvio. E ha dei problemi anche a gestire la libertà di manifestare. Se sei di centrodestra hai molto apprezzato la manifestazione di Matteo Salvini, ordinata e contro il Governo ladro. Mentre stigmatizzi la presenza di ragazzini che non hanno rispettato il distanziamento per il razzismo negli Stati Uniti. Se sei di centrosinistra, invece, la pensi come Gianrico Carofiglio (QUI), romanziere, magistrato e senatore Pd, ovvero che le piazze di sinistra come quella di solidarietà per la morte di George Floyd sono belle, quelle di destra invece brutte perché popolate di gente “sudata”. Ora, in un Paese normale bisognerebbe spiegare che o c’è il divieto di andare in piazza per tutti, o non c’è per nessuno. E se non c’è per nessuno, come stabilisce la nostra Costituzione, non c’è per Salvini, per la sinistra, per il centro, per i moderati liberali, i cattolici ferventi. E – Dio mi perdoni – pure per Pappalardo. A proposito di Pappalardo: lo sapevate che quel personaggio vestito di arancione è stato generale di brigata dei carabinieri, deputato e pure sottosegretario con il Governo Ciampi? (QUI LA BIO) Che Paese incredibile che è l’Italia… (di Fabio Massa)

L'INTERVISTA DELLA SETTIMANA

“Il conto si paga con la vergogna: “Ancora oggi mi sento un po’ appestato. Non esco da Milano. Rimango a casa il più possibile. Ascolto racconti di amici che sono andati fuori dalla Lombardia e sono stati accolti da battutine, insinuazioni, cattiverie. Alcuni hanno dovuto subire anche un cartellone che diceva: “Torna a casa tua”. Sono cose che mettono a disagio e feriscono le persone. Uno spirito anti lombardo è emerso nel Paese. Come se vedere colpita questa Regione, sempre definita un modello, anziché suscitare vicinanza, desse un piacere che i tedeschi definiscono con una parola precisa: schadenfreude, gioia per le disgrazie altrui”. Intervista a Ferruccio De Bortoli su HuffPost

La fase 2 a Milano vista dagli occhi dei suoi alberghi

Dopo un 2019 senza precedenti per il settore turistico sotto l’ombra della Madonnina, con presenze che hanno sfiorato gli 11 milioni di visitatori nell’arco dei 12 mesi e un tasso di occupazione delle strutture alberghiere intorno all’80%, le aspettative per un 2020 da record erano tutto fuorché remote. Numeri purtroppo disattesi però dall’impatto dell’emergenza sanitaria, che ha visto la maggior parte delle strutture ricettive milanesi chiuse per oltre due mesi, costrette a ricorrere in larga misura alla cassa integrazione e con la minaccia di una chiusura definitiva dietro l’angolo. Fatta eccezione per hotel come l’Hotel The Square, l’Hotel Michelangelo o le strutture del gruppo Mokimba che non hanno cessato la propria attività nemmeno nel cuore della quarantena ospitando personale sanitario. Nel pieno della fase 2 gli effetti del lockdown e delle limitazioni degli spostamenti si fanno ancora sentire. Anche a Milano, città votata principalmente al turismo estero. Anche negli hotel più blasonati. Su circa 400 hotel milanesi infatti, meno di una ventina sono aperti e operativi, con tassi di occupazione che stentano a decollare, complici anche le rigide misure sanitarie, i costi, le modalità e i tempi di sanificazione delle stanze. Per quanto riguarda il comparto del lusso, se da un lato alla fine di maggio tutti gli hotel 5 stelle cittadini risultavano ancora chiusi, con gli inizi di giugno timidi segnali di ottimismo e ripresa arrivano dal Me Milan Il Duca, che come apripista ha riaperto le porte il 1 giugno seguito, il 3 giugno, da Palazzo Parigi. C’è anche chi aveva pianificato di sfruttare il lockdown per lavori di rinnovamento della propria struttura, come il Boscolo Hotel e l’Hotel dei Cavalieri, le cui date di riapertura sono ancora da definire come, tra l’altro, quella della maggior parte degli alberghi d’élite milanesi o chi, come il Mandarin Oriental ha preferito ripartire per step, riaprendo solo il bar e il ristorante stellato Seta, con ingressi limitati e su prenotazione. L’apertura di due storiche realtà milanesi come l’Excelsior Hotel Gallia e il Principe di Savoia è stimata per i primi di luglio, con la speranza di una graduale ripresa in tempi medio-brevi. Ma c’è anche chi, come Sara Abdel Masih, General Manager dell’Hotel dei Cavalieri e dell’Hotel The Square – entrambi 4 stelle a pochi passi dal Duomo – e Presidente di ADA Lombardia (Associazione Direttori d’Albergo), più prudentemente, indica l’autunno come spartiacque per la ripresa del turismo. “Al momento non abbiamo ancora molte richieste, stiamo aspettando di vedere cosa accadrà con la riapertura delle regioni, ma verosimilmente stimiamo un ritorno alla normalità verso l’autunno”. Emerge quindi che non solo non esistono vere e proprie linee guida attuabili per tutto il comparto alberghiero, ma anche che ancora una volta, sarà l’evoluzione dell’emergenza sanitaria a livello globale e la graduale ripresa degli spostamenti a dettare le modalità e i tempi della ripresa. Ma Milano è per sempre Milano, e i Milanesi sempre – e per fortuna – incapaci di restare con le mani in mano e senza nuove iniziative. Persone come Sara Abdel Masih, per esempio, che con un entusiasmo contagioso annuncia l’inaugurazione della terrazza The Roof Milano, con accesso dall’Hotel The Square, il prossimo 10 giugno. “Cerchiamo di non focalizzarci eccessivamente sul turismo incoming per quanto concerne le camere, ma cerchiamo di concentrarci sulla terrazza. Avremmo dovuto inaugurarla prima dell’emergenza, ma coglieremo l’occasione per farlo ora”. Un gesto concreto di ottimismo che va ad aggiungersi ad importanti impegni che coinvolgono la maggior parte dei General Manager lombardi. “Come ADA invece” – continua Sara Abdel – “ci stiamo impegnando a dare vita a una richiesta sistemica rivolta ai vertici più alti. Una sorta di sponsorizzazione a livello di Paese. Questo per evitare di creare un’inutile competizione all’interno della nazione, perché al momento è l’Italia ad aver bisogno di essere ri-sponsorizzata all’estero”. Un ennesimo segnale del fatto che Milano non si ferma e che la città, così come i suoi alberghi, è pronta a ripartire. LEGGI DI PIU’ SU WHERE (clicca clicca clicca QUI).

BELLE STORIE: IL CAVALIERE INVISIBILE

E’ invisibile come tutti i rider. Ma quando c’era da fare la cosa giusta, lui l’ha fatta. Ed è diventato Cavaliere della Repubblica Italiana (giustamente). “Nel febbraio scorso, nei primi giorni di emergenza Coronavirus, Mahmoud Ghuniem Lutfi, 35enne rider libanese che lavora per JustEat, aveva deciso di acquistare un migliaio di mascherine e di donarle successivamente alla Croce Rossa di Torino, che proprio in quei giorni aveva iniziato ad aumentare il numero di servizi di assistenza alle persone malate“. Da Torino Today: QUI)

POVERA ITALIA

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 03-06-2020 Roma, Italia PoliticaIl Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, Conte durante la registrazione del video messaggio sulle novità in vigore dal 3 giugno.DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

C’è un pezzo su Bloomberg (QUI) che dice più o meno tutto dall’attacco: “L’Italia potrebbe riuscire ancora una volta a superare una crisi senza confrontarsi con i fallimenti della sua economia”. E, poco più sotto, Rosamaria Bitetti, una economista, commenta: “C’è un azzardo morale in tutto questo (gli aiuti europei, ndr) e io non biasimo le nazioni più rigorose per il fatto che vogliano controllarci”.

LA FOTO CHE QUALCOSA VORRA' DIRE (SOLO PER I MILANESI)

Pierfrancesco Majorino si candiderebbe sindaco se Beppe Sala si facesse da parte? Lui dice di no, smentisce. Smentisce tutto.

della settimana

roggiani

CHI SALE

E’ la segretaria del Partito Democratico di Milano. Una notte appare su un muro di Milano questa scritta: “Fontana assassino, Sala zerbino”. Lei scrive su Facebook: “Solidarietà al presidente Attilio Fontana per le inaccettabili minacce e al sindaco Beppe Sala per le offese altrettanto ignobili. Le nuove scritte comparse in zona Chiesa Rossa sono l’ennesimo episodio che testimonia un clima d’odio che fa male a Milano e alla Lombardia. La politica si fa con confronti, anche aspri, non con la violenza e le azioni vili. Chi sceglie questa strada troverà in noi sempre una ferma condanna”. Sotto, una valanga di insulti (vergognosi) a lei perché ha espresso solidarietà a Fontana.

azzolina

CHI SCENDE

LUCIA AZZOLINA

Ora vuol fare pure il ponte sullo Stretto. Perché, dice, “Per sconfiggere la povertà serve più del reddito d’emergenza“. Va bene tutto, ma ancora il Ponte sullo Stretto no, vi prego. Ma poi scusate, i grillini non l’avevano già sconfitta la povertà?

IL COMMENTO DEL GIORNO

Lo affidiamo a Cattelan. Più che un’opera d’arte, una prece. Per saperne qualche cosa di più, c’è Milano Città Stato. 

Cialtroni e pasticcioni Sono la rovina della politica

C’è da mettersi in testa che i pasticci non vanno bene. E’ dall’inizio della pandemia che sostengo che tutta questa vicenda finirà in due luoghi: nei cimiteri (veri, per le povere vittime; e della politica, per tutti) e nei tribunali. Però e gli uni, della duplice specie, e gli altri, saranno affollati non solo per la colpa dei politici. Ma anche per un mix di altri fattori. Tra quelli più importanti chiaramente gli errori di valutazione, a volte gravi, di chi guida la barca. Errori per i quali, in tempi non sospetti, avevo espresso la necessità di chiedere scusa. Scuse sincere, del tipo: abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, abbiamo sicuramente fatto errori, chiediamo scusa per tutti quelli che non siamo riusciti a salvare. E questo vale per la Regione, per il Comune, per il Governo (di Fabio Massa). LEGGI QUI

LA BIOGRAFIA DELLA SETTIMANA

Pau Donés, cantante e leader dei Jarabe de Palo, è morto oggi a 53 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Poco più di venti anni fa divenne famoso in Italia e in tutto il mondo con La flaca, che fu la canzone dell’estate 1997. Un successo inarrestabile, continuato poi con Depende (1998), De Vuelta y Vuelta (2001) e Bonito (2003).