21 LUGLIO 2020 | EDIZIONE SETTIMANALE A CURA DI FABIO MASSA

Una newsletter di cose mediamente serie, su cui si può riflettere. O no.

L'affarone: spendere mezzo milione
per l'ultimo cinema hard di Milano

Pezzo mitologico del Giorno a firma Annamaria Lazzari: “L’ex Pussycat di via Giambellino è in vendita a 500mila euro. Le “vestigia” dell’ultimo cinema porno della città – chiuso dalla fine dello scorso anno e in vendita da sette mesi – fanno gola a tanti acquirenti: c’è chi vorrebbe ricavarci, dai 480 metri quadrati di superficie, dei bilocali, l’ennesimo supermercato, un ristorante con annesso teatro  o cucina a vista, una palestra. Ma la proposta più stramba è arrivata da un esponente della comunità filippina che vorrebbe trasformare la sala a luci rosse in una chiesa evangelica“. QUI

Niente Verdi per Milano

Vedrai che alle prossime elezioni tutto questo stress ambientalista verrà spazzato via. Promessa disattesa, almeno la volta scorsa, nel 2016, a Milano. E vedremo nel 2021 se il capoluogo lombardo rimarrà diviso in uno schematismo un po’ vecchio: destra partito dell’auto, sinistra partito del monopattino e del bike sharing. Che poi, se ci si pensa, nella semplificazione auto vs monopattino c’è un po’ tutto. La retorica delle periferie (quelli che vengono da fuori, con l’auto) contro il centro (che non prendono l’auto per fare i 10 minuti che li separano dagli uffici). Differenti tipi di lavoro: quelli che prendono il furgone, il camioncino, gli operai con le scarpe antifortunistiche scomodissime, contro quelli col mocassino di Church che pranzano da Cracco in Galleria. Stereotipi, ovviamente. Suddivisione troppo semplicistiche. Perché con tutta evidenza e con tutta probabilità la vocazione ambientalista e tematiche affini sono penetrate nei milanesi, e di periferia e del centro. A nessuno, con tutta evidenza, piace respirare smog. Dovrebbe essere il miglior brodo di coltura per allevare nuovi elettori Verdi. E i Verdi, a questo punto, dovrebbero essere una delle maggiori forze in città. E invece no. I Verdi sono uni e trini, o di più. Un po’ perché la loro irrilevanza è dovuta al fatto che tutti i partiti, anche quelli di centrodestra, dicono che l’ambiente importante e bla bla bla. La nettezza di auto contro monopattino sfuma quando si parla di sostituzione delle caldaie (sono tutti a favore) e tumori ai polmoni dei bambini (sono tutti contro, of course). Ma torniamo ai verdi. Ci sono i Verdi-verdi. Quelli della co-portavoce nazionale Elena Grandi: una delle più dure a criticare Beppe Sala per la storia del parco Bassini. Poi ci sono i verdi alla Fedrighini, che non è d’accordo con quello che dicono i verdi verdi contro Sala e non è d’accordo con l’idea di andare da soli alle elezioni. E poi c’è proprio Sala, che ha spiegato che vorrebbe un partito socialista e verde, e che punta sui temi ambientali a ogni piè sospinto. Dunque, la proposta verde è come il prezzemolo: ce ne è un po’ ovunque. Il che vuol dire che, forse, non è proprio da nessuna parte.

Courtesy (C) Teatro Franco Parenti

Quando a teatro si va… in piscina

L’estate a Milano, complice anche la voglia di spensieratezza del post lockdown e il desiderio di non rinunciare a una serata in compagnia, è sinonimo di appuntamenti culturali all’aperto. Sulla scia di questo rinnovato entusiasmo, quindi, nella cornice di un ex centro balneare degli anni Trenta – i Bagni Misteriosi, adiacenti al Teatro Franco Parenti – si rianima la stagione teatrale di Milano. E’ proprio in quella che non è più solo una piscina all’aperto, ma un vero e proprio luogo culturale, che la regista e direttrice artistica del teatro André Ruth Shammah ha concepito un cartellone teatrale all’insegna dell’estate in città: un tributo alla nuova vita del Teatro Franco Parenti dopo il lungo periodo di chiusura forzata delle attività artistiche. Se da un lato la piscina è perfetta per essere vissuta durante il giorno, con due turni di apertura, dall’altro la piattaforma galleggiante che sormonta la piscina diventa un luogo da non perdere per il dopo cena. Questa particolare area, infatti, alla sera viene trasformata in uno scenografico palcoscenico, circondato da un’arena da ben 500 posti. Il tutto nel pieno rispetto delle norme anti contagio. Da segnalare, tra gli appuntamenti da non perdere: il 23 luglio “Scacco Matto”, uno spettacolo di danza contemporanea, prima nazionale del coreografo Raphael Bianco con la compagnia Egri Bianco Danza, seguito poi, il 15-16 settembre da “Le Sacre” con Luciana Savignano, uno spettacolo site-specific che coinvolge diverse generazioni di danzatori. Per info e prenotazioni, visitate www.teatrofrancoparenti.com

Per appassionati di politica (only)

Piccolo articolo only per appassionati di politica. Come si sa, l’assessore regionale Giulio Gallera traballa da un pezzo. L’esponente di Forza Italia non è attaccato tanto dall’opposizione quando – udite udite – proprio da Forza Italia. Più di mezzo gruppo lo manda sotto in ogni votazione segreta che può, salvo poi salvarlo quando ci sono le mozioni di sfiducia dell’opposizione. Roba complicata? Non troppo, perché la traduzione è semplice: vogliamo il rimpasto. Il ragionamento che fanno gli azzurri è il seguente. Giulio Gallera non rappresenta Forza Italia (tanto che secondo alcuni rumors avrebbe chiesto mesi fa di entrare nella Lega). Non rappresentando Forza Italia, è molto meglio che esca dalla giunta, così non bisogna farsi carico della sua esposizione mediatica. E, quindi, gli azzurri sono anche pronti a perdere quell’assessorato. Tutto bene? E allora perché Fontana non inizia il ricambio? Per due motivi. Il primo è perché così facendo sconfesserebbe la propria operatività di questi mesi. Il secondo, assai meno politico, è che si aprirebbe un appetito e uno scontro nella Lega tra chi vuole andare a prendere il posto di Giulio Gallera. E inoltre ci sono le altre vicende collaterali: va ancora nominato un sottosegretario (il forzista Fabio Altitonante si è dimesso dopo le indagini). I forzaitalioti lo vogliono assolutamente, e lo vuole fortissimamente Carlo Malvezzi. Ma la Lega sta pensando a metterci uno dei suoi, che potrebbe essere Gianmarco Senna, con una delega dedicata a Milano. Insomma, un vaso di pandora. C’è da scommettere che Fontana non toccherà nulla. Almeno fin quando la situazione generale non lo costringerà a farlo.

New York calling

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Guardate questa vignetta. “E’ New York, ti rivuole indietro”. E’ del New Yorker e la dice tutta di come le città hanno affrontato la crisi del Covid: uscendone distrutte. I piccoli centri, le campagne, il verde, i terrazzi hanno vinto la sfida senza mezzi termini rispetto agli attici, alle strade affollate, al glamour dell’Upper East Side. Quindi? Quindi forse c’è da ripensare tutto. CLICCA QUI

La verità di Manfredi (Catella)

Ieri in una intervista illuminante a Dario Di Vico del Corriere Economia, Manfredi Catella (per chi non lo conoscesse è una super super star del settore immobiliare, grande capo di Coima. Ecco, in questa intervista illuminante Catella dice, nero su bianco: “Abbiamo avuto una intensa attività di interlocuzione sia con gli investitori internazionali sia con quelli domestici. Li suddividerei in tre grandi categorie. Alla prima appartengono i grandi investitori internazionali istituzionali, per capirci i fondi sovrani come Singapore e Abu Dhabi e i fondi pensione con cui interagiamo e per i quali siamo diventati partner fiduciario in Italia. Hanno avuto una reazione molto drastica, pari solo a quella del 2008 e hanno deciso di sospendere qualsiasi operazione in qualsiasi parte del mondo fosse stata pensata”. Tradotto: bisogna preoccuparsi seriamente, perché di soldi non ce ne sono davvero più.

della settimana

castelli

CHI SALE

Intendiamoci: la viceministra è l’anello mancante tra la stupidità e l’incompetenza quindi difficilmente potrà davvero salire. Al massimo sta ferma nella sua mediocrità. Però una volta tanto non ha affermato quello che le hanno attribuito (“Crisi e coronavirus? I ristoratori dovrebbero cambiare lavoro”). In effetti lei ha detto: “Questa crisi ha spostato la domanda e l’offerta. Se una persona decide di non andare più al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività, a non perdere l’occupazione, va sostenuto anche nella sua creatività, magari ha visto un nuovo business nato in questo periodo”. Un po’ diverso no?

cracco

CHI SCENDE

Carlo Cracco

Lo chef, dalle colonne del Corriere, invita i colleghi a ripartire. “A chi può dico: riapra. Non importa se non riuscirà a lavorare quanto prima, non importa se il suo non sarà lo stesso ristorante di prima. Va bene anche un take away, un dehors, una formula temporanea. L’importante è rimettersi in gioco”. Bene, bravo bis. I conti dell’affitto e tutto il resto, senza clienti ma con un bel dehors li paghi tu per tutti i ristoratori?

Beppe Sala alla Cnn

“Cities cannot do it alone”. Vi siete persi l’intervista di Beppe Sala alla Cnn (Christiane Amanpour: un mito del giornalismo: QUI). Non è una domanda, è una affermazione. Quindi ve la riproponiamo noi: QUI

"E' il 2022, e il Coronavirus alla fine è stato sconfitto"

Pezzo allucinante del New York Times. L’attacco è questo: “E’ il 2020, e il coronavirus alla fine è stato sconfitto. Dopo un anno e mezzo miserabile, alternando lockdown e riapertura, alla fine la vita torna alla normalità”. QUI COMPLETO 

Tosa, Mola e Laforgia

Ci piace vedere che lo scazzo epico tra Selvaggia Lucarelli, Lorenzo Tosa, Fabrizio Delprete ed Emilio Mola noi l’avevamo previsto QUI. Quanto a stile, però, non difetta neanche Francesco Laforgia, che scrive esattamente come loro. Esattamente. Come. Loro. Ma che ha un vizietto. Fondare un partito ogni volta che fa un post. Ecco, dopo la sfolgorante esperienza di èViva (ah sì, non se ne è accorto nessuno), chissà che cosa partorirà oggi…