16 GIUGNO 2020 | EDIZIONE SETTIMANALE A CURA DI FABIO MASSA

Una newsletter di cose mediamente serie, su cui si può riflettere. O no.

Tris-Conte, salvezza del Movimento 5 Stelle
(Ma i riformisti del Pd?)

Certo è che Casalino sta proprio facendo un gran lavoro per riabilitare Conte. Il disegno pare segnato: l’attuale premier si dovrebbe mettere alla guida del Movimento 5 Stelle. A certificarlo, sul Corriere della Sera, anche un sondaggio di Pagnoncelli che rivela come il potenziale degli elettori pentastellati passerebbe dal 20 al 30 per cento. Insomma, non poco. Conte ha un gradimento in leggera discesa dai massimi di aprile, quando ogni sua conferenza stampa – anche ad orari impossibili – diventava un piccolo evento mediatico nelle città chiuse per Covid. Certo, c’è qualche intoppo. Prima di tutto la chiusura della zona rossa di Alzano e Nembro. Casalino sta facendo l’impossibile per annullare la sterzata mediatica della pm di Bergamo, che ha indicato (salvo poi parzialmente ritrattare) nel governo il responsabile delle zone rosse. Su vari giornali si susseguono, fotocopia, norme su su norme e interpretazioni su interpretazioni. Avere un avviso di garanzia per Conte sarebbe un problema bello grosso, quindi va evitato come la peste. L’altro intoppo si chiama Azzolina. Il ministro dell’Istruzione non ne sta imbroccando mezza, e anche se buona parte dell’attenzione mediatica è sull’economia, nelle famiglie italiane si parla praticamente solo di scuola. Per questo il Pd, che ha capito l’antifona, vorrebbe un rimpasto. Non necessariamente senza Conte. O comunque, con Conte ma solo da esterno al Movimento 5 Stelle. Così, la saldatura tra gli elettorati dei dem e dei pentastellati potrebbe essere completa. Sembrano lontanissimi i giorni dei “pidioti” e degli altri insulti su Facebook. Adesso tutti vanno d’accordo con tutti. Ma il Movimento 5 Stelle ha capito che si può salvare prima delle prossime elezioni solo e unicamente alle spalle e sulle spalle di Conte. Di fronte a questo, c’è una domanda che però circola a Milano: dove sono spariti tutti i riformisti? Sono tutti al loro posto di combattimento? Oppure hanno lasciato il pezzo, magari per occuparsi d’altro? (di Fabio Massa)

Il vecchio San Siro resiste
(Perché si litiga ancora tra squadre e Comune)

Mentre si pensava che la strada fosse stata spianata, per il nuovo San Siro, con tanto di nuovi rendering e pacche sulle spalle, Beppe Sala ha frenato di brutto in una intervista al Giorno di Massimiliano Mingoia: “Le squadre hanno ben chiaro qual è il massimo di volumi che il Comune può concedere. I club sanno che quello che hanno chiesto finora è impossibile da accettare. Il nodo fondamentale resta questo”.

Credit © Galleria Campari

Viaggio nell’inebriante mondo di Campari

Andando oltre la continua diatriba tra Milano e Torino sulle vere origini dell’aperitivo, è innegabile che happy hour e Milano siano due concetti ormai inscindibili nella mente di tutti. Merito anche del ruolo svolto da Campari – sì, quello che si usa come base per il Negroni, per il Campari Orange e per le rivisitazioni dello Spritz. La nota bevanda alcolica è infatti nata a pochi passi da Milano – a Sesto San Giovanni, per l’esattezza – nel 1862 ed è uno dei simboli indiscussi del “bere milanese”. Per chi vuole approfondire la propria conoscenza del mondo della mixology, ma anche la storia di Campari, una visita alla Galleria Campari è d’obbligo. Situata all’interno della stessa palazzina in stile Liberty in cui è nato il brand, Galleria Campari è un museo aziendale interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design, la sua storia e l’evoluzione del prodotto e del mondo bar, aperitivo incluso. Buone notizie per i più pigri, che non vogliono rinunciare a una gita culturale direttamente dal salotto di casa! La Galleria Campari ha infatti ideato un palinsesto di attività online per raccontare i contenuti del proprio Archivio Storico, la storia dell’edificio che la ospita e lo spazio del museo. Durante la visita, un operatore del museo guida i visitatori virtuali in diretta attraverso un tour in 3D delle collezioni in alta definizione, permettendo loro di scoprire e ammirare da vicino alcune delle più iconiche campagne pubblicitarie create da artisti come Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Fortunato Depero, Bruno Munari, Ugo Nespolo e molti altri, così come oggetti vintage e moderni prodotti nel corso di 160 anni di storia del marchio. Inoltre, la reinvenzione in chiave virtuale del programma “Arte e Mixologia” offre la possibilità di scoprire storie e aneddoti sull’invenzione del Bitter Campari, sulla nascita dell’aperitivo, sul concetto di “miscelazione futurista”, sul proibizionismo, sul ruolo dei Caffè nella diffusione della cultura e sulla nascita del cocktail Negroni nel 1919, attraverso le parole di uno storico dell’arte di Galleria Campari e di un trainer di Campari Academy. I prossimi appuntamenti del palinsesto sono visibili online il 16 giugno, il 7 luglio e il 15 settembre alle 19. Sia i tour virtuali, sia le dirette di “Arte e Mixologia” sono prenotabili scrivendo a galleria@campari.comLEGGI DI PIU’ SU WHERE (clicca clicca clicca QUI).

Cento chilometri più in là

Che cosa sta succedendo a Torino? Succede che il governatore del Piemonte Cirio ha iniziato le grandi manovre (QUI )

La doppia morale contro Ichino
La sinistra lo critica, ma lo nomina

ICHINO

E così oggi tutti contro Pietro Ichino. Il quale ha detto, senza mezzi termini, che per alcuni dipendenti pubblici lo smartworking è stato una vacanza. Ora, la sinistra anche in Comune di Milano attacca Ichino dicendo che no, non è vero che i dipendenti pubblici hanno fatto vacanza. Ichino, questo sconosciuto. Talmente sconosciuto che però a luglio il Comune di Milano, governato dalla stessa parte politica che lo attacca, lo ha designato nel cda di Afol, praticamente i nuovi centri di collocamento (di Fabio MassaCONTINUA A LEGGERE QUI

La procura di Parigi indaga sulla gestione della pandemia in Francia

Mica solo in Italia ci sono denunce e procure al lavoro dopo l’emergenza Covid. Solamente a Parigi la procura ne ha ricevute una quarantina, da parte di cittadini e associazioni, e tre giorni fa ha deciso di non archiviarle, aprendo invece un’inchiesta preliminare per ‘omicidio involontario‘  e messa in pericolo della vita altrui. 

della settimana

postalmarket

CHI SALE

La notizia che sta per tornare il Catalogo Postalmarket è un po’ come quei vecchi profumi dell’adolescenza che non scordi mai. E che ti causano comunque buonumore anche se sai che, forse, svaniranno presto. (Comunque Postalmarket torna e vuole essere l’Amazon italiano, vedete voi.. QUI)

pappalardo

CHI SCENDE
PAPPALARDO

Eh lo so, seconda volta per lui. Ma stavolta è davvero troppo ghiotta. Il generale Spritz propone la costruzione di un ponte in Sicilia. Ma non quello sullo stretto, quella è roba da dilettanti. Ma tra Mazara e la Tunisia! Ascoltare per credere: QUI

L'idiozia della settimana

Pare che lunedì a Repubblica abbiano proposto di cambiare l’intitolazione della statua a Montanelli (QUI la polemica), contestata e imbrattata. Sarebbe meglio intestarla a Scerbanenco. Il commento definitivo su Facebook è di Fabio Zanchi, che di Repubblica Milano è stato per lungo tempo capocronaca: “Somiglianze: dopo che dei cretini hanno imbrattato la brutta statua di Montanelli, arriva la proposta più balzana: intitolare la statua (che ritrae Montanelli) a Giorgio Scerbanenco, Motivo: gli somigliava. La proposta viene dalla cronaca milanese di Repubblica. Mah!”. Non sembra ci sia molto altro da aggiungere (di Fabio Massa)

Oltre l'idiozia le cose serie

Mentre in Italia si discetta di Montanelli e altre quisquilie, la CNN (QUI) ci informa che gli Stati Uniti hanno inviato tre portaerei da 100mila tonnellate nell’Oceano Pacifico. Per la prima volta da anni. E la Cina diciamo che non l’ha presa bene…

Luigi Spagnol, l'uomo oltre il rumore

Nel rumore inutile di mille polemiche cretine, tra statue, politica del livello di Tiktok e altre corbellerie, domenica se ne è andato in silenzio Luigi Spagnol. Aveva 59 anni e aveva portato in Italia bestseller come “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepúlveda ed “Harry Potter” di J. K. Rowling. Se ne è andato dopo aver lottato per due anni contro un tumore al pancreas. E qui c’è uno dei ricordi più belli, per lui. Una di quelle cose da prima pagina (invece si sta a cianciare di inutilità) CONTINUA A LEGGERE.

(Foto credit: www.yumamartellanz.com)

Una proposta sull'edilizia sociale

Vediamo 5 diversi scenari di trattare l’edilizia pubblica partendo dalla suggestione del ritorno ai borghi di Boeri passando per Vienna, Singapore, Berlino e New York (da Milano Città Stato: CLICCA QUI)